Vini

La coltura della vite nelle Marche si comincia a conoscere con l’arrivo dei Greci siracusani che, oltre a fondare Ancona, crearono fiorenti scambi di merci via mare. Fu poi con i romani che la produzione di vino prese piede e iniziò a essere conosciuto in tutto l’impero il famoso “vino Piceno” ma già a quei tempi si parlava di Verdicchio, il vino più rappresentativo della regione. Secondo Plinio il Vecchio i vini del Picenum (la regione d’Italia corrispondente alle odierne Marche), erano delicati d’aroma e saporosi nel gusto. Questi elementi di distinzione andavano, e vanno, attribuiti alla dolcezza delle colline, degradanti verso l’Adriatico. Nel Medio Evo fondamentale risulta l’azione di coordinamento e di direzione delle aziende agricole del tempo (denominate “grancie”), delle abbazie diffuse in tutto il territorio marchigiano. Avvalendosi dei “patrones”, i monaci seppero razionalizzare la coltivazione della vite e la sua trasformazione in vino. Alla mensa del duca di Urbino i coppieri servivano i vini “avantagiati” delle Marche alle delegazioni degli ambasciatori delle potenti signorie d’Italia mentre musici, cantanti, ballerini ed acrobati allietavano il banchetto.

La presenza nelle Marche di ben 5 vini DOCG e 19 vini DOC è forse una controprova della varietà di questa regione ad essere "al plurale". Ed al "plurale" sono anche i vini bianchi e rossi, secchi ed amabili adatti ad accompagnare piatti di pesce, carni bianche, carni rosse, a tutto pasto, da servire coi dessert. La regione gode di un clima favorevole alla vite, grazie alle brezze che dal mare salgono verso l'interno percorrendo le assolate colline marchigiane che si succedono dal Metauro al Tronto, allineate e degradanti sul Mare  Adriatico. Queste colline sono l'habitat ideale che ha favorito nel corso dei secoli la selezione di particolari ceppi di viti e la nascita di vini di pregio.

La coltivazione della vite è ormai una delle attività agricole più importanti delle Marche. Con 24.000 ettari di vigneti, di cui un terzo destinato alla produzione di vini Doc e Docg, e con una produzione di due milioni di ettolitri di vino, con prevalenza di vini bianchi, le Marche sono entrate nell’eccellenza del vino italiano. Interessante anche la produzione di vini biologici.

Come detto nel territorio regionale ci sono ben 19 Doc e 5 Docg, un segno della crescita qualitativa della viticoltura regionale.

Le Docg sono rappresentate da: Castelli di Jesi Verdicchio Riserva, Conero, Offida, Verdicchio di Matelica Riserva, Vernaccia di Serrapetrona.

Seguendo il territorio marchigiano da nord a sud, troviamo in provincia di Pesaro le Doc Bianchello del Metauro, Colli Pesaresi (nelle tipologie bianco e rosso) e Pergola. In provincia di Ancona abbiamo innanzitutto il famosissimo Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Rosso Conero (entrambi Docg) e la Lacrima di Morro d’Alba. Oltre alla Vernaccia di Serrapetrona Docg e al Verdicchio di Matelica Docg, il territorio di Macerata comprende le Doc Esino (Bianco e Rosso), Serrapetrona, Terreni di San Severino e Colli Maceratesi (Bianco e Rosso), San Ginesio. Ad Ascoli Piceno, infine, oltre all'Offida Docg, si trovano alcune delle Doc più interessanti degli ultimi tempi. Il Rosso Piceno (che comprende anche la tipologia Superiore) e il Falerio dei Colli Ascolani.