Salumi

La storia dei salumi marchigiani è legata alla famiglia mezzadrile, che usava per alimentarsi quasi tutte le parti del maiale. Molta attenzione veniva posta nell'alimentazione dell'animale che si allevava con ghiande e pastoni. Tale aspetto è tuttora particolarmente curato e ciò si riflette molto positivamente sulla qualità dei salumi.

La macellazione avveniva d'inverno, quando scarseggiava il cibo provenente dalle altre attività rurali e le basse temperature consentivano la conservazione delle carni. L'uso di non sprecare alcuna parte e l'esigenza di utilizzare al massimo anche il lardo hanno dato vita ai due salumi più tipici: il salame di Fabriano e il Ciauscolo.

Altri prodotti che dimostrano come del maiale non si buttasse veramente nulla sono la Coppa di Testa e il Mazzafegato.

Tornando ai salumi più "nobili", va senz'altro citato il prosciutto di Carpegna, che ha ottenuto nel 1996 la denominazione di origine protetta (DOP).

Anche se la zona di produzione è limitata al solo Comune di Carpegna, la sua diffusione è senza confini, trattandosi di un prodotto apprezzato in tutto il mondo.