Artigiani paglia, vimini e bambù

Paglia, vimini e bambù

L’artigianato della paglia nelle Marche è caratterizzato dal recupero di materiale di scarto delle produzioni agricole. Il momento di massimo splendore per la lavorazione della paglia, in particolare per la fabbricazione di cappelli, è il 1800: alla fine del secolo i cappelli confezionati nel Piceno (alcuni milioni di esemplari) hanno un mercato florido nelle città italiane, europee e statunitensi. I prodotti vanno inoltre dai cesti alle pagliarole, dai ventagli alle stuoie, dai portasigari ai sottolumi. Oggi sono ancora circa cinquanta i laboratori artigianali in funzione tra Massa Fermana e Montappone.

Alla lavorazione della paglia si accompagna quella della rafia, del giunco e del mais, per la produzione di accessori d’abbigliamento, articoli d’arredamento, manufatti di rivestimento per contenitori e bottiglie, e cestineria.

La lavorazione del vimini, e di recente di giunco e bambù, si è estesa alla provincia di Macerata dove, specie a Mogliano, è divenuta una delle attività artigianali prevalenti. Nella provincia di Pesaro-Urbino, l’intreccio del vimini caratterizza l’artigianato di Cartoceto.

Gli artigiani marchigiani hanno saputo nel corso dei decenni tramandare l'arte degli intrecciati realizzando vere e proprie opere d'arte.  I prodotti più conosciuti nel mercato marchigiano sono: poltrone, sedie, borse, stuoie, decorazioni.