Le strade del vino

Il carattere autentico di un vino si sposa perfettamente con il paesaggio e il suo territorio ecco perché sono stati realizzati dei veri e propri itinerari, come le Strade del Vino che permettono di conoscere le stupende colline marchigiane gustando del buon vino. Le Strade del Vino consentono, quindi, al turista, di visitare cantine e aziende vinicole tra le più famose del mondo tra paesaggi incontaminati e borghi medievali di rara bellezza.

Le principali Strade del Vino delle Marche sono quelle del Verdicchio dei Castelli di Jesi, del Verdicchio di Matelica, del Rosso Piceno Superiore, del Lacrima di Morro d'Alba, del Rosso Conero e del Bianchello del Metauro

Strada del Vino Verdicchio dei Castelli di Jesi

La strada del vino del Verdicchio prende il via da Jesi, nell'entroterra di Ancona. Città di antiche e importanti tradizioni industriali, che le sono valse, sin dalla fine dell'Ottocento, l'appellativo di "Milano delle Marche". A testimonianza del suo glorioso passato storico, che nel XII secolo l'ha vista anche piccola capitale della Respublica Aesina, conserva un centro storico con interessanti monumenti, ancora circondato da una cinta muraria del XV secolo pressoché intatta. Un centro storico sontuoso: il palazzo della Signoria, il Duomo, la Pinacoteca, un Museo diocesano particolarmente ricco. A chi ama il vino, Jesi ricorda il verdicchio, ed è giusto che sia così: la Doc è di casa qui e nei paesi circostanti. Tra questi, Montecarotto, città del vino e dell'olio, merita una visita per l'imponente cinta muraria, il torrione dell'orologio, simbolo del paese, e la chiesa della SS. Annunziata, che domina l'abitato.

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Strada del Vino Verdicchio di Matelica

Nel cuore delle Marche, partendo dalle Grotte di Frasassi, autentica meraviglia del creato con le sue sale simili a cattedrali del sottosuolo adorne di stalattiti e stalagmiti che si estendono per ben trentacinque chilometri, si dirama la zona dove si produce l'esclusivo Verdicchio di Matelica. Le grotte più famose del mondo sono inserite nel Comune di Genga, piccolo castello medioevale immerso all'interno del vasto Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.

Si prosegue poi per Fabriano, città in cui già a partire dal XIII secolo, iniziò la lavorazione della carta, di cui si possono ripercorrere le origini presso il Museo della Carta e della Filigrana. Tutto il centro storico di questa industriosa città è uno spaccato medievale: la Piazza del Comune, il Palazzo del Podestà, la Fontana Rotonda e il Palazzo Vescovile.

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Strada del Vino Rosso Piceno Superiore

Nonostante il Rosso Piceno Superiore faccia parte del disciplinare del Rosso Piceno, si tratta di due vini molto diversi sia per caratteristiche che per area geografica.

La Strada del Vino Rosso Piceno attraversa il comprensorio geografico ristretto in cui il vino Doc raggiunge i risultati più lusinghieri. Il percorso parte da Offida, il cui centro storico è racchiuso all’interno delle antiche Mura Castellane (sec. XII), punto di partenza di un itinerario ideale tra le vie e le piazze del paese, un percorso lungo il quale si trovano monumenti di grande valore storico, artistico ed architettonico, testimonianza di un illustre passato. Nella piazza principale si distingue il Palazzo Comunale, un elegante edificio risalente ai secoli XI-XII che ancora oggi rappresenta il cuore della vita amministrativa di Offida. All’interno del Palazzo Comunale si trova il Teatro Serpente Aureo, un vero gioiello di concezione barocca di tipo a boccascena o, come comunemente si suole dire, all’italiana, con schema a "ferro di cavallo”.

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Strada del Vino Lacrima di Morro d'Alba

Un breve percorso si snoda nell’entroterra a nord di Ancona, attorno al centro che dà il nome alla Doc, un paese-castello interamente circondato da portici incardinati alle mura. A 10 Km dal mare, sulla linea di colline tra Senigallia e Jesi, Morro d'Alba domina la campagna circostante. Morro d'Alba conserva oggi numerose testimonianze del suo passato: la Cinta Muraria e il Camminamento interno "La Scarpa", i bellissimi sotterranei, il Palazzo Comunale, la chiesa di San Gaudenzio e quella della SS. Annunziata, sono solo le tappe fondamentali per chi desidera ripercorrere gli avvenimenti storici di questo piccolo borgo agricolo. Pur se di modeste dimensioni, il paese vanta il primato di essere l'unico borgo fortificato, in Italia, ad avere le mura percorse, per tutta la loro lunghezza, da un cammino di ronda, coperto e munito di arcate: la famosa "Scarpa".

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Strada del Vino del Rosso Conero

La via del Rosso Conero è una chiave di lettura del territorio del Conero e dei suoi caratteri. La strada attraversa Ancona, capoluogo delle Marche, e tocca varie località quali Osimo, ricca di antiche testimonianze, quali le Tredici Statue Romane conservate nel Palazzo Municipale, il Duomo e il Santuario dedicato a San Giuseppe da Copertino; l'itinerario si snoda fino a Sirolo e Numana, pittoresche località della Riviera del Conero, superando Camerano, con le sue grotte ricche di fascino, e termina a Loreto, sede del più grande santuario mariano d'Italia, visitato da milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

La strada del Rosso Conero è in gran parte compresa nel territorio del Parco regionale del Conero, che copre una superficie di 5.800 ettari di terra, tra ginestre, corbezzoli e dolci colline.

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Strada del Vino Bianchello del Metauro

La Strada del Vino Bianchello del Metauro comprende i comuni di Urbania, Acqualagna, Cagli, Pergola e di Fossombrone. Nella valle attraversata del fiume Metauro che dà il nome a questa Strada del Vino si trova un territorio che produce anche la Doc Colli Pesaresi che però ha un’estensione più vasta.

L’itinerario parte da Urbania, cittadina ricca di monumenti, posta al centro dell'alta valle del Metauro, lambita per tre lati dal fiume che scorre a ridosso delle antiche mura, dove si può visitare la vasta mole del Palazzo Ducale (sec. XV-XVI), già appartenuto ai Brancaleone, primi feudatari di Casteldurante, e poi residenza dei Montefeltro e dei Della Rovere e oggi sede della Biblioteca Comunale, degli Archivi Storici, del Museo Civico e del Museo della Civiltà Contadina. Fra gli edifici sacri vanno ricordate la Chiesa dei Morti con un bel portale gotico, la rinascimentale Chiesa del Corpus Domini, la barocca Chiesa di S. Caterina, la settecentesca Chiesa di S. Francesco e la coeva Cattedrale con annesso Palazzo vescovile, oggi sede del Museo Diocesano.

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