Artigiani fisarmoniche e organetti

Fisarmoniche e organetti

La storia italiana della fisarmonica inizia nel 1863 a Castelfidardo in provincia di Ancona, grazie allo straordinario ingegno di Paolo Soprani considerato il padre di questo strumento in Italia. Paolo ha diciotto anni quando con quattro arnesi di fortuna costruisce il primo organetto. Nella stalla e granaio della casa colonica la famiglia Soprani apre un laboratorio. Le prime armoniche sono vendute nelle fiere e nei mercati dei paesi vicini, specie a Loreto, luogo d'incontro di pellegrini, zingari, ambulanti e commercianti, direttamente dall'intraprendente Paolo. Lo strumento viene accolto con vivo interesse e si diffonde in altre regioni e le richieste si moltiplicano. Per esigenze di spazio, Paolo si stacca dal gruppo familiare, sale al centro abitato di Castelfidardo e apre una fabbrica, mentre il fratello Pasquale si porterà a Recanati. Paolo Soprani, con la sua opera, ha contribuito a trasformare culturalmente questa zona delle Marche creando una ricchezza impensabile per un’economia che per secoli era rimasta legata all’agricoltura. Ancora oggi le fisarmoniche sono fatte circa come 150 anni fa, poco a macchina molto a mano. Il reparto importante è la falegnameria. Qui è creata la cassa armonica, in pratica sono definite le dimensioni finali dello strumento. Nelle fisarmoniche si usano tre-quattro legni principali: mogano, faggio, abete. Ogni cassa grezza è verificata a mano. Le casse armoniche sono due: in una è inseritala la tastiera e nell’altra i bottoni dei bassi (la cosiddetta meccanica). La preparazione della tastiera è un’operazione complessa e meticolosa. Ma il cuore della fisarmonica è il mantice, che è azionato dall'esecutore per immettere l'aria necessaria a far vibrare le ance che producono il suono. In sostanza, tutto è un lavoro da certosino: quattro-cinque ore di continui montaggi e smontaggi alle prese con meccanismi piccoli e di grande precisione. Ogni strumento è un pezzo unico, autentico capolavoro, inconfondibile, inalterabile che conquista i più prestigiosi musicisti.

Ubicato nel piano seminterrato del palazzo comunale, in suggestivi ambienti seicenteschi, si trova il Museo Internazionale della Fisarmonica, lo strumento musicale che ha avuto nella città di Castelfidardo, per oltre un secolo, il maggior centro di produzione. La collezione è composta da circa 350 esemplari tutti diversi tra loro, compresa la preziosa collezione Giuseppe Panini (l’indimenticato "re" delle figurine, convinto appassionato dello strumento), molti dei quali "pezzi unici" provenienti da ventidue paesi diversi, ed è affiancata da una tipica bottega artigiana dell’inizio del secolo scorso.