Dolci e prodotti da forno

La cucina marchigiana tradizionale racchiude in sé una forte tradizione dolciaria. Tra i più noti dolci marchigiani troviamo le castagnole, palline di pasta dolce da friggere in olio e strutto e spolverizzate di zucchero a velo, i calcioni, ravioloni di pasta di pane riempiti con pecorino, uova, zucchero, e scorze di limone, le ciambelle al mosto, dette anche ciambelle di magro, specialità di Ascoli Piceno preparata nel periodo della vendemmia, con farina bianca, semi di anice, olio, zucchero e mosto d’uva appena spremuto, il tutto mescolato con lievito, il lonzino di fico, dolce povero che veniva preparato a fine estate per essere consumato in inverno perché non creava problemi di conservazione e di solito veniva regalato ai bambini in occasione dell’Epifania.

Ci sono poi i cavallucci, dolcetti molto squisiti che si preparano soprattutto nel periodo natalizio. Sono dolci d’antica tradizione, la cui ricetta si tramanda di generazione in generazione. Di origine contadina sono entrati nelle consuetudini alimentari di tutta la provincia e non solo. Appartengono al genere delle paste farcite la cui origine è assai remota, ma la loro diffusione si è verificata sicuramente nell'alto medioevo, quando si è diffuso l’uso della pasta fresca. Tra gli ingredienti ce n'è uno che viene prodotto soprattutto  nella provincia di Macerata: la sapa. Si tratta di un liquore che si ottiene facendo bollire a lungo e lentamente il mosto da diventare molto dolce e denso.

La serpe è un dolce di pasta di mandorle, a forma di serpente (diametro 20/25 cm circa), di consistenza croccante, superficie liscia e bianca. Il significato simbolico di questo dolce evoca il peccato originale, la tentazione di Eva, e consumarlo a natale vuol dire esorcizzare il peccato legato all’origine dell’uomo.