Birra artigianale

La birra, una delle bevande più antiche prodotte dall'uomo, è probabilmente databile al settimo millennio a.C.. Prima della rivoluzione industriale era principalmente fatta e venduta su scala domestica. Durante la rivoluzione industriale, la produzione di birra passò da una dimensione artigianale ad una prettamente industriale, e la manifattura domestica cessò di essere significativa a livello commerciale dalla fine del XIX secolo.

Dal 1990 la riscoperta dell’artigianalità brassicola promuove nuovamente le piccole produzioni e lancia una rinascita di tutti quei micro birrifici sparsi ovunque che con il loro incessante lavoro e amorevole ricerca per le materie prime lottano contro l’appiattimento del gusto delle birre commerciali per generare un fenomeno di localizzazione mirato ad arricchire il paniere di prelibatezze di cui il nostro paese va fiero.

Anche nelle Marche si è riscoperto il gusto di produrre la birra artigianale, una birra fatta di passione, fatica e tanta fantasia da parte di birrai professionisti.

La birra artigianale è un prodotto non pastorizzato, cioè non subisce quel processo che “sterilizza” un prodotto ai fini della lunga conservazione, e non filtrato, mantenendo quindi tutte le componenti che contribuiscono a formare il profilo organolettico, così ricco di aromi e sapori.

I birrifici artigianali utilizzano ingredienti naturali, e, con l'introduzione di “birrificio agricolo”, impiegano anche orzo e luppolo provenienti dal territorio di loro appartenenza.

Tutto questo contribuisce a creare dei prodotti che sono unici e assolutamente irripetibili. La birra viene prodotta principalmente con il malto d'orzo e/o con il malto di frumento (e in alcuni casi anche con altri cereali maltati), elementi base, ai quali vengono aggiunti luppolo, lievito ed acqua.

La birra artigianale non deve contenere conservanti e/o additivi chimici e la sua produzione deve essere limitata dove gli impianti e le attrezzature diventano secondari rispetto alle capacità del “maestro birraio”. Deve perdere nel tempo l'iniziale equilibrio di aroma/gusto voluto dal birraio: l'aroma del luppolo si affievolisce, il gusto diventa più secco per i lieviti che "digeriscono" parte degli zuccheri complessi.